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     &interaction.filenames.files;
 
-    <para id="x_546">Quando fornite un nome di directory, Mercurial interpreterà questa azione come la volontà di <quote>operare su tutti i file in questa directory e nelle sue sottodirectory</quote>. Mercurial considera i file e le sottodirectory in una directory secondo l'ordine alfabetico. Quando incontra una sottodirectory, attraverserà quella sottodirectory prima di continuare con la directory corrente.</para>
+    <para id="x_546">Quando fornite un nome di directory, Mercurial interpreterà questa azione come la volontà di <quote>operare su tutti i file in questa directory e nelle sue sottodirectory</quote>. Mercurial considera i file e le sottodirectory in una directory secondo l&rsquo;ordine alfabetico. Quando incontra una sottodirectory, attraverserà quella sottodirectory prima di continuare con la directory corrente.</para>
 
     &interaction.filenames.dirs;
   </sect1>
 
     <para id="x_547">I comandi Mercurial che lavorano con i nomi di file assumono un utile comportamento predefinito quando li invocate senza passare alcun nome di file o pattern. Il comportamento che dovreste aspettarvi dipende dalla funzione del comando. Ecco alcune regole pratiche che potete usare per predire quello che un comando probabilmente farà se non gli date alcun nome con cui lavorare.</para>
     <itemizedlist>
-      <listitem><para id="x_548">La maggior parte dei comandi opererà sull'intera directory di lavoro. Per esempio, questo è quello che fa il comando <command role="hg-cmd">hg add</command>.</para>
+      <listitem><para id="x_548">La maggior parte dei comandi opererà sull&rsquo;intera directory di lavoro. Per esempio, questo è quello che fa il comando <command role="hg-cmd">hg add</command>.</para>
       </listitem>
-      <listitem><para id="x_549">Se gli effetti di un comando sono difficili o impossibili da invertire, sarete obbligati a fornirgli esplicitamente almeno un nome o un pattern (si veda più avanti). Questo vi protegge, per esempio, dalla cancellazione accidentale dei file causata da un'esecuzione di <command role="hg-cmd">hg remove</command> senza argomenti.</para>
+      <listitem><para id="x_549">Se gli effetti di un comando sono difficili o impossibili da invertire, sarete obbligati a fornirgli esplicitamente almeno un nome o un pattern (si veda più avanti). Questo vi protegge, per esempio, dalla cancellazione accidentale dei file causata da un&rsquo;esecuzione di <command role="hg-cmd">hg remove</command> senza argomenti.</para>
       </listitem></itemizedlist>
 
-    <para id="x_54a">Se questi comportamenti predefiniti non vi soddisfano, è facile aggirarli. Se normalmente un comando opera sull'intera directory di lavoro, potete passargli il nome <quote><filename class="directory">.</filename></quote> per invocarlo solo sulla directory corrente e sulle sue sottodirectory.</para>
+    <para id="x_54a">Se questi comportamenti predefiniti non vi soddisfano, è facile aggirarli. Se normalmente un comando opera sull&rsquo;intera directory di lavoro, potete passargli il nome <quote><filename class="directory">.</filename></quote> per invocarlo solo sulla directory corrente e sulle sue sottodirectory.</para>
 
     &interaction.filenames.wdir-subdir;
 
-    <para id="x_54b">Sulla stessa falsariga, alcuni comandi normalmente stampano nomi di file relativi alla radice del repository anche quando li invocate da una sottodirectory. Questi comandi stamperanno nomi di file relativi alla vostra sottodirectory se passate loro nomi espliciti. Qui di seguito eseguiremo <command role="hg-cmd">hg status</command> da una sottodirectory e lo faremo agire sull'intera directory di lavoro pur stampando nomi di file relativi alla nostra sottodirectory, passandogli il risultato del comando <command role="hg-cmd">hg root</command>.</para>
+    <para id="x_54b">Sulla stessa falsariga, alcuni comandi normalmente stampano nomi di file relativi alla radice del repository anche quando li invocate da una sottodirectory. Questi comandi stamperanno nomi di file relativi alla vostra sottodirectory se passate loro nomi espliciti. Qui di seguito eseguiremo <command role="hg-cmd">hg status</command> da una sottodirectory e lo faremo agire sull&rsquo;intera directory di lavoro pur stampando nomi di file relativi alla nostra sottodirectory, passandogli il risultato del comando <command role="hg-cmd">hg root</command>.</para>
 
       &interaction.filenames.wdir-relname;
   </sect1>
   <sect1>
     <title>Mercurial vi dice cosa sta succedendo</title>
 
-    <para id="x_54c">L'esempio di <command role="hg-cmd">hg add</command> nella sezione precedente illustra qualcos'altro che è utile sapere sui comandi Mercurial. Se un comando opera su un file che non avete nominato esplicitamente sulla riga di comando, di solito stamperà il nome del file in modo che non veniate sorpresi da quello che sta succedendo.</para>
+    <para id="x_54c">L&rsquo;esempio di <command role="hg-cmd">hg add</command> nella sezione precedente illustra qualcos&rsquo;altro che è utile sapere sui comandi Mercurial. Se un comando opera su un file che non avete nominato esplicitamente sulla riga di comando, di solito stamperà il nome del file in modo che non veniate sorpresi da quello che sta succedendo.</para>
 
     <para id="x_54d">In questo caso, Mercurial segue il principio della <emphasis>minima sorpresa</emphasis>. Se avete fornito il nome esatto di un file sulla riga di comando, non ha senso ripetervelo. Se Mercurial sta agendo <emphasis>implicitamente</emphasis> su un file, per esempio perché non avete fornito alcun nome, o su una directory, o su un pattern (si veda più avanti), ritiene sia più sicuro farvi sapere su quali file sta lavorando.</para>
 
-    <para id="x_54e">Potete ridurre al silenzio i comandi che si comportano in questo modo usando l'opzione <option role="hg-opt-global">-q</option>. Potete anche dire loro di stampare il nome di tutti i file, anche quelli che avete nominato esplicitamente, usando l'opzione <option role="hg-opt-global">-v</option>.</para>
+    <para id="x_54e">Potete ridurre al silenzio i comandi che si comportano in questo modo usando l&rsquo;opzione <option role="hg-opt-global">-q</option>. Potete anche dire loro di stampare il nome di tutti i file, anche quelli che avete nominato esplicitamente, usando l&rsquo;opzione <option role="hg-opt-global">-v</option>.</para>
   </sect1>
 
   <sect1>
 
     <para id="x_551">Per fornire un pattern al posto di un nome ordinario sulla riga di comando, il meccanismo è semplice:</para>
     <programlisting>sintassi:corpodelpattern</programlisting>
-    <para id="x_552">Quindi, un pattern viene identificato da una breve stringa di testo che indica il tipo del pattern, seguita dai due punti, seguiti dall'effettivo pattern.</para>
+    <para id="x_552">Quindi, un pattern viene identificato da una breve stringa di testo che indica il tipo del pattern, seguita dai due punti, seguiti dall&rsquo;effettivo pattern.</para>
 
     <para id="x_553">Mercurial supporta due tipi di sintassi per i pattern. Quello usato più spesso è chiamato <literal>glob</literal>: è lo stesso tipo di pattern usato dalla shell Unix e dovrebbe essere familiare anche agli utenti del prompt dei comandi di Windows.</para>
 
     <sect2>
       <title>I pattern <literal>glob</literal> sullo stile della shell</title>
 
-      <para id="x_557">Questa è un'introduzione ai tipi di pattern che potete usare quando state cercando una corrispondenza con un pattern di tipo glob.</para>
+      <para id="x_557">Questa è un&rsquo;introduzione ai tipi di pattern che potete usare quando state cercando una corrispondenza con un pattern di tipo glob.</para>
 
-      <para id="x_558">Il carattere <quote><literal>*</literal></quote> corrisponde a qualsiasi stringa all'interno di una singola directory.</para>
+      <para id="x_558">Il carattere <quote><literal>*</literal></quote> corrisponde a qualsiasi stringa all&rsquo;interno di una singola directory.</para>
 
       &interaction.filenames.glob.star;
 
 
       &interaction.filenames.glob.range;
 
-      <para id="x_55c">Se il primo carattere dopo <quote><literal>[</literal></quote> in una classe di caratteri è <quote><literal>!</literal></quote>, si ottiene l'effetto di <emphasis>negare</emphasis> la classe, facendola corrispondere a qualsiasi carattere non compreso nella classe.</para>
+      <para id="x_55c">Se il primo carattere dopo <quote><literal>[</literal></quote> in una classe di caratteri è <quote><literal>!</literal></quote>, si ottiene l&rsquo;effetto di <emphasis>negare</emphasis> la classe, facendola corrispondere a qualsiasi carattere non compreso nella classe.</para>
 
       <para id="x_55d">Un carattere <quote><literal>{</literal></quote> comincia un gruppo di sottopattern, che trova una corrispondenza se un qualsiasi sottopattern nel gruppo trova una corrispondenza. Il carattere <quote><literal>,</literal></quote> separa i sottopattern e il carattere <quote><literal>}</literal></quote> termina il gruppo.</para>
 
 
       <para id="x_560">Non discuterò alcun dettaglio del dialetto di regexp di Mercurial in questo libro, dato che le espressioni regolari non vengono usate molto spesso. Le regexp in stile Perl sono comunque già documentate in maniera esauriente su una moltitudine di siti web e in numerosi libri. Invece, qui mi concentrerò su alcune cose che dovreste sapere se vi trovate ad aver bisogno di usare le espressioni regolari con Mercurial.</para>
 
-      <para id="x_561">Un'espressione regolare cerca una corrispondenza con un intero nome di file, relativo alla radice del repository. In altre parole, anche se siete già nella sottodirectory <filename class="directory">foo</filename>, se volete una corrispondenza con i file in questa directory il vostro pattern dovrà cominciare con <quote><literal>foo/</literal></quote>.</para>
+      <para id="x_561">Un&rsquo;espressione regolare cerca una corrispondenza con un intero nome di file, relativo alla radice del repository. In altre parole, anche se siete già nella sottodirectory <filename class="directory">foo</filename>, se volete una corrispondenza con i file in questa directory il vostro pattern dovrà cominciare con <quote><literal>foo/</literal></quote>.</para>
 
-      <para id="x_562">Una cosa da notare, se avete familiarità con le regexp in stile Perl, è che le espressioni regolari di Mercurial sono <emphasis>vincolate</emphasis>, nel senso che un'espressione regolare cerca una corrispondenza partendo sempre dall'inizio di una stringa e non da altre posizioni all'interno della stringa. Per cercare una corrispondenza in qualsiasi punto della stringa, il vostro pattern deve cominciare con <quote><literal>.*</literal></quote>.</para>
+      <para id="x_562">Una cosa da notare, se avete familiarità con le regexp in stile Perl, è che le espressioni regolari di Mercurial sono <emphasis>vincolate</emphasis>, nel senso che un&rsquo;espressione regolare cerca una corrispondenza partendo sempre dall&rsquo;inizio di una stringa e non da altre posizioni all&rsquo;interno della stringa. Per cercare una corrispondenza in qualsiasi punto della stringa, il vostro pattern deve cominciare con <quote><literal>.*</literal></quote>.</para>
     </sect2>
   </sect1>
 
 
     <para id="x_563">Mercurial non vi fornisce solo una varietà di modi per specificare i file, ma vi permette di vagliare ulteriormente quei file usando i <emphasis>filtri</emphasis>. I comandi che lavorano con i nomi dei file accettano due opzioni di filtraggio.</para>
     <itemizedlist>
-      <listitem><para id="x_564">L'opzione <option role="hg-opt-global">-I</option>, o <option role="hg-opt-global">--include</option>, vi permette di specificare un pattern a cui i nomi dei file devono corrispondere per poter essere elaborati.</para>
+      <listitem><para id="x_564">L&rsquo;opzione <option role="hg-opt-global">-I</option>, o <option role="hg-opt-global">--include</option>, vi permette di specificare un pattern a cui i nomi dei file devono corrispondere per poter essere elaborati.</para>
       </listitem>
-      <listitem><para id="x_565">L'opzione <option role="hg-opt-global">-X</option>, o <option role="hg-opt-global">--exclude</option>, vi fornisce un modo per <emphasis>evitare</emphasis> di elaborare i file che corrispondono a questo pattern.</para>
+      <listitem><para id="x_565">L&rsquo;opzione <option role="hg-opt-global">-X</option>, o <option role="hg-opt-global">--exclude</option>, vi fornisce un modo per <emphasis>evitare</emphasis> di elaborare i file che corrispondono a questo pattern.</para>
       </listitem></itemizedlist>
     <para id="x_566">Potete passare più opzioni <option role="hg-opt-global">-I</option> e <option role="hg-opt-global">-X</option> sulla riga di comando e alternarle come preferite. Mercurial interpreta i pattern che riceve usando la sintassi glob per default (ma potete usare le espressioni regolari se ne avete bisogno).</para>
 
 
     &interaction.filenames.filter.include;
 
-    <para id="x_568">L'interpretazione migliore del filtro <option role="hg-opt-global">-X</option> è quella di una richiesta di <quote>elaborare solo i file che non corrispondono a questo pattern</quote>.</para>
+    <para id="x_568">L&rsquo;interpretazione migliore del filtro <option role="hg-opt-global">-X</option> è quella di una richiesta di <quote>elaborare solo i file che non corrispondono a questo pattern</quote>.</para>
 
     &interaction.filenames.filter.exclude;
   </sect1>
   <sect1>
     <title>Ignorare permanentemente file e directory indesiderate</title>
 
-    <para id="x_569">Quando create un nuovo repository, è possibile che nel tempo cresca fino a contenere file che <emphasis>non</emphasis> dovrebbero essere gestiti da Mercurial, ma che non vorreste vedere elencati ogni volta che invocate <command>hg status</command>. Per esempio, i <quote>prodotti di assemblaggio</quote> sono file che vengono creati come parte dell'assemblaggio di un progetto ma che non dovrebbero essere gestiti da un sistema di controllo di revisione. I prodotti di assemblaggio più comuni sono i file di elaborazione generati da strumenti software come i compilatori. Un altro esempio sono i file di bloccaggio, i file di lavoro temporanei e i file di backup che gli editor di testo disseminano per le directory e che non ha alcun senso gestire.</para>
+    <para id="x_569">Quando create un nuovo repository, è possibile che nel tempo cresca fino a contenere file che <emphasis>non</emphasis> dovrebbero essere gestiti da Mercurial, ma che non vorreste vedere elencati ogni volta che invocate <command>hg status</command>. Per esempio, i <quote>prodotti di assemblaggio</quote> sono file che vengono creati come parte dell&rsquo;assemblaggio di un progetto ma che non dovrebbero essere gestiti da un sistema di controllo di revisione. I prodotti di assemblaggio più comuni sono i file di elaborazione generati da strumenti software come i compilatori. Un altro esempio sono i file di bloccaggio, i file di lavoro temporanei e i file di backup che gli editor di testo disseminano per le directory e che non ha alcun senso gestire.</para>
 
     <para id="x_6b4">Per fare in modo che Mercurial ignori permanentemente quei file, create un file chiamato <filename>.hgignore</filename> alla radice del vostro repository. <emphasis>Dovreste</emphasis> registrare questo file tramite <command>hg add</command> in modo che Mercurial ne tenga traccia insieme al resto dei contenuti del vostro repository, dato che anche i vostri collaboratori potrebbero trovarlo utile.</para>
 
 
       <para id="x_571">Quando opera sulla directory di lavoro, Mercurial segue la politica di denominazione del file system su cui la directory di lavoro si trova. Se il file system conserva le maiuscole ma è insensibile a esse, Mercurial tratterà i nomi che differiscono solo per le maiuscole come se fossero uguali.</para>
 
-      <para id="x_572">&Egrave; importante ricordare che questo approccio permette di eseguire su un file system sensibile alle maiuscole (tipicamente Linux o Unix) il commit di un changeset che creerà problemi per gli utenti di file system insensibili alle maiuscole (di solito Windows e MacOS). Se un utente Linux inserisce nel repository le modifiche a due file, uno chiamato <filename>miofile.c</filename> e l'altro chiamato <filename>MioFile.c</filename>, questi file verranno memorizzati correttamente. E gli stessi file verranno correttamente rappresentati come due file separati nella directory di lavoro di altri utenti Linux.</para>
+      <para id="x_572">&Egrave; importante ricordare che questo approccio permette di eseguire su un file system sensibile alle maiuscole (tipicamente Linux o Unix) il commit di un changeset che creerà problemi per gli utenti di file system insensibili alle maiuscole (di solito Windows e MacOS). Se un utente Linux inserisce nel repository le modifiche a due file, uno chiamato <filename>miofile.c</filename> e l&rsquo;altro chiamato <filename>MioFile.c</filename>, questi file verranno memorizzati correttamente. E gli stessi file verranno correttamente rappresentati come due file separati nella directory di lavoro di altri utenti Linux.</para>
 
-      <para id="x_573">Se un utente Windows o Mac estrae questo changeset, inizialmente non avrà alcun problema, perché il meccanismo di memorizzazione di un repository Mercurial è sicuro per le maiuscole. Tuttavia, appena tenta di aggiornare la directory di lavoro a quel changeset tramite <command role="hg-cmd">hg update</command>, o di unire il proprio lavoro con quel changeset tramite <command role="hg-cmd">hg merge</command>, Mercurial individuerà il conflitto tra i due nomi di file che il file system tratterebbe come lo stesso nome e impedirà all'aggiornamento o all'unione di avvenire.</para>
+      <para id="x_573">Se un utente Windows o Mac estrae questo changeset, inizialmente non avrà alcun problema, perché il meccanismo di memorizzazione di un repository Mercurial è sicuro per le maiuscole. Tuttavia, appena tenta di aggiornare la directory di lavoro a quel changeset tramite <command role="hg-cmd">hg update</command>, o di unire il proprio lavoro con quel changeset tramite <command role="hg-cmd">hg merge</command>, Mercurial individuerà il conflitto tra i due nomi di file che il file system tratterebbe come lo stesso nome e impedirà all&rsquo;aggiornamento o all&rsquo;unione di avvenire.</para>
     </sect2>
 
     <sect2>